Club Alpino Italiano - Sezione di FOGGIA
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Escursione 7 Marzo 2021 VALLE DELL'INFERNO - Parco Nazionale del Gargano

 

Scheda Tecnica

Difficoltà:

  E - Escursionistico (EE - Risalita alla Gr. Palummara)
Quota massima:   653 metri (Coppa della Macchia)

Dislivello:

  400 m circa
Durata A/R:   6 ore circa (escluso soste)
Lunghezza:   19,00 km a/r
Tempi di percorrenza stradale:
 

circa 40 minuti partendo da Foggia. Viaggio di trasferimento con auto proprie.

 

  Autodichiarazione
  Note Operative partecipanti
  Scheda Tecnica

 

 
Appuntamento:    

ore 8.00 davanti al Caffè dell’Alba - Partenza: ore 8.10 stesso luogo

 
Direttori:
Gaetano Ferrara 339.8804556 – Nancy Zorretti 328.3522582 - Roberto Lavanna 338.4768024

 

Condizioni fisiche:

Si richiede ottima preparazione fisica, resistenza e senso di responsabilità a ciascuno dei partecipanti.

Come raggiungere il luogo di inizio percorso:
da Foggia prendere SS. 89 Foggia-Manfredonia in direzione Manfredonia. Svoltare a destra allo svincolo per San Giovanni Rotondo e prendere SP45bis. All’entrata di San Giovanni Rotondo, dopo una rotatoria con un albero di ulivo, proseguire dritti verso il centro. Al semaforo, svoltare a destra e seguire Via Tratturo delle Corse, fino allo svincolo per Monte Sant’Angelo, indicazioni Piazzale Cimitero. Qui parcheggeremo le automobili.
 
Google Map
 
DESCRIZIONE DEL TERRITORIO:
La Valle dell’Inferno è denominata in questo modo, perché nel periodo estivo vengono raggiunte temperature molto elevate, a causa della scarsa ventilazione. Si tratta di una gola progressivamente più profonda ed impervia man mano che si procede verso la valle. Anche qui il pascolo ed il fuoco sono stati i fattori responsabili della rarefazione della vegetazione arborea ed arbustiva. Il leccio presente sopravvive ancora sul versante più fresco, esposto a nord, mentre su quello a sud, più soleggiato, sono caratteristici i cespugli di lentisco che, a causa del morso delle capre, si presentano ad habitus pulvinare. Tra le altre specie arboree ed arbustive si rinvengono: acero campestre, orniello, carpinella, roverella, marruca, terebinto, perastro. Nelle numerose cavità e fessure presenti, sulle cenge e sui pinnacoli, nidificano diverse specie di uccelli rupestri (passero solitario, zigolo muciatto etc.) e sono presenti anche alcuni mammiferi carnivori (volpe e faina). Vi sono poi diversi cunicoli posti al di sopra del livello del terreno ed una grotta di forma lenticolare posta sul piano di campagna, che funge da ricovero per le capre ed al cui fianco sorge un rudimentale casolare in pietra. Lo sbocco in pianura è molto suggestivo, dato l’aspro ambiente roccioso e gli aridi pascoli, che rappresentano l’ultimo stadio regressivo della vegetazione. La piana è fittamente ricoperta da oliveti e mandorleti. Alla sommità della Valle dell’Inferno, ci si trova di fronte all’imponente monumento-altare eretto nel 1975 in occasione del quattrocentesimo anniversario della conversione di San Camillo de Lellis. Camillo de Lellis nacque da una famiglia appartenente alla piccola aristocrazia della cittadina abruzzese di Bucchianico: alla nascita, gli venne imposto il nome della madre, Camilla Campellio che lo aveva partorito a quasi 60 anni di età e che morì quando Camillo aveva 13 anni. Giovane pigro e rissoso, il padre decise di avviarlo alla carriera militare. Ma, nel 1570, un'ulcera al piede lo costrinse ad abbandonare la compagnia. Per farsi curare fu costretto a recarsi a Roma. Dopo la guarigione venne assunto come inserviente presso l'ospedale, ma l'esperienza fu breve, dato che venne allontanato per la sua scarsa propensione al lavoro. Tornò a dedicarsi alle armi, come soldato di ventura, mettendosi a servizio, prima di Venezia, poi della Spagna. Ma presto tornò a condurre una vita dissoluta. Iniziò a vagabondare per l’Italia, fino a quando non venne assunto dai Cappuccini del convento di Manfredonia. Questi lo mandarono per una commissione presso il vicino convento di San Giovanni Rotondo. Il 2 febbraio 1575, di ritorno a Manfredonia, nella Valle dell'inferno avvenne la sua conversione: decise di abbracciare la vita religiosa e di diventare un frate cappuccino a Trivento. L'Ordine poi fondato si espanse rapidamente in molte città italiane (a Manfredonia l’ospedale gli è intitolato), nelle quali Camillo fondò nuove comunità, tutte al servizio dei grandi nosocomi cittadini. Fu beatificato il 7 aprile 1742 da Benedetto XIV, che lo canonizzò il 29 giugno 1746.
 
DESCRIZIONE DEL PERCORSO:

Dal Piazzale Cimitero di San Giovanni Rotondo, dove parcheggeremo le macchine, si seguirà l’indicazione “Valle dell’Inferno”. Si attraverserà la provinciale e si procederà mantenendo la sinistra in leggera discesa, fino ad una breve svolta a sinistra. Da qui si proseguirà su una comoda strada asfaltata, in forte salita, fino all’altopiano. Alla fine della strada asfaltata, si incontrerà il cartello che indica il sentiero per l’Altare di San Camillo, attraverso un percorso ben delimitato. Da qui si proseguirà a valle seguendo il cartello che indica la direzione per la Valle dell’Inferno. L’itinerario nella valle ha inizio in prossimità di una cisterna con abbeveratoio (acqua non potabile), raggiungibile scendendo rapidamente lungo la linea di massima pendenza, lasciandosi alle spalle la succitata croce. Si tratta di un percorso ad anello di circa 19 km su tracciato misto. Per lo più il percorso inizialmente in discesa si eguaglia con quello in salita. Arrivati a fondovalle, si risalirà un tratto in forte pendenza, fino alla Grotta “Palummara”. Dopo una breve sosta in grotta, attraverso una strettoia interna alla stessa, si raggiungerà la cima della valle. Il percorso attraverserà i campi solcati tipici della nostra terra garganica fino a raggiungere una strada sterrata che ci riporterà nei pressi dell’altare di San Camillo. Da qui proseguiremo verso la valle Coppa della Macchia fino ad imboccare la strada del ritorno.

 

AVVERTENZE SUL PERCORSO:

Il percorso si sviluppa in parte su terreno roccioso, si richiede esperienza e buon allenamento! Acqua: si consiglia di portare almeno 1,0 litri: non è possibile rifornirsi lungo il percorso. Previsioni meteo: comunicate il venerdì precedente la partenza in sede.

Attrezzatura necessaria:

scarponcini da trekking (obbligatori), abbigliamento a strati da montagna, giacca a vento, bastoncini da trekking (consigliati). Per i non soci: assicurazione obbligatoria pari a € 8,00.

 
CARTOGRAFIA:
Valle dell'Inferno