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Sabato 25 aprile 2026 |
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Anello da Contrada San Cristoforo per Bosco Celle (sentiero 323) |
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quindi deviazione su carrareccia non segnata e rientro al punto di partenza |
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| Intersezionale CAI CAMPOBASSO | |||
| Ricordo ai soci CAI Foggia che a tutt'oggi non hanno rinnovato la quota di adesione, sono PRECLUSE le escursioni a partire dal 12 corrente, in quanto privi di copertura ASSICURATIVA. | |||
Iscrizioni per l’escursione: venerdì 24 aprile dalle ore 20.00 alle 21.00, non si accetteranno iscrizioni fatte tramite terze persone. per i non soci: assicurazione obbligatoria pari a € 9,00. |
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Quota massima: 900 m. |
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Dislivello: 270 m circa |
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Durata A/R: 6 ore (escluso soste) |
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Difficoltà: E (Escursionisti) |
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Lunghezza: 13,00 km |
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Attrezzatura necessaria: scarponcini da trekking (obbligatori), abbigliamento a strati da montagna, giacca a vento, bastoncini da trekking (consigliati), crema solare, mantellina antipioggia. |
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Acqua: si consiglia di portare almeno 1,0 litri: non è possibile rifornirsi lungo il percorso |
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Pranzo: al sacco |
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Appuntamento: ore 8.00 di fronte al Liceo “Volta” – Partenza: ore 8.10 |
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Tempi di percorrenza stradale: 50 minuti. |
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Viaggio di trasferimento: con auto proprie il più possibile ottimizzate per limitare il numero dei mezzi. |
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Direttori: Gennaro Ciavarella 3481506182 - Agostino Scibinico 3333707325 – Davide Sabato |
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Come raggiungere il luogo di inizio percorso: 50 km da Foggia, si prende la SS 17 per Lucera, una volta raggiuntala si devia verso Pietramontecorvino per congiungersi con il gruppo di Scibinico; da Pietramontecorvino si procede verso San Marco la Catola fino a raggiungere il rifugio Pellicano dove è situato il punto di incontro con il gruppo del CAI di Campobasso guidato da Davide Sabato. |
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Descrizione Il cammino che si propone non è una connessione escursionistica tra punti, ma costruzione di un itinerario ecologico e culturale che attraversa uno dei sistemi naturali più significativi dei Monti Dauni. L’asse, parte nei pressi del rifugio Pellicano nel territorio di San Marco la Catola e si spinge fino al rifugio forestale sopra il Triolo, nel territorio di Pietramontecorvino, intercetta e relaziona tre boschi distinti ma connessi: il Bosco di San Cristoforo, il Bosco del Principe e il Bosco Celle. La loro lettura consente di definire un corridoio ecologico, chiaramente riconoscibile sul terreno. Il tracciato non segue una logica casuale, ma percorre un sistema ambientale leggibile nella variazione della vegetazione, della morfologia e delle condizioni microclimatiche. Camminare lungo questo asse significa attraversare, in sequenza, tre stadi e funzioni dell’ecosistema forestale appenninico. Dal Bosco di San Cristoforo che si configura come punto di partenza ideale, non solo per posizione ma per valore, si prosegue lungo il crinale con il paesaggio cambia progressivamente. Il passaggio nel Bosco del Principe introduce una dimensione diversa: il bosco si apre, le esposizioni si diversificano, compaiono elementi più termofili accanto a quelli mesofili. Si è in una zona di transizione, una vera cerniera ecologica. È qui che si misura la capacità del sistema di mantenere continuità, permettendo il passaggio delle specie e l’equilibrio tra ambienti differenti. Il tratto finale, che conduce al Bosco Celle e quindi verso il Triolo, introduce una nuova fase. Il bosco si fa più articolato, più dinamico, più strettamente legato alla storia del territorio. Accanto ai querceti compaiono segni di antropizzazione, radure, margini, resti di insediamenti. La biodiversità aumenta proprio grazie a questa complessità. Siamo in una zona dove il bosco dialoga con il paesaggio agricolo e dove si registra la massima varietà biologica e funzionale. E qui incontriamo anche delle nicchie ecologiche molto importanti come una area residuale della faggeta dei Monti Dauni. La forza del cammino risiede nel superamento di una visione frammentaria. San Cristoforo, Bosco del Principe e Bosco Celle non sono tre entità isolate, ma componenti di un unico sistema territoriale. Questa continuità è essenziale dal punto di vista vegetazionale e faunistico. Il tracciato intercetta un corridoio di movimento per la fauna, rendendo il cammino uno strumento privilegiato per leggere e valorizzare la funzionalità ecologica del territorio. In questo senso, il cammino diventa una vera sezione didattica dell’Appennino Dauno. Attraverso il passaggio da San Cristoforo al Triolo, attraverseremo l’intero spettro ecologico dei Monti Dauni settentrionali, cogliendo la continuità del paesaggio, la profondità delle sue trasformazioni e l’equilibrio dinamico tra natura e storia. |
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Nella zona intermedia lungo il percorso sarà allestito un punto di ristoro in cui chi voglia (prenotandosi telefonicamente chiamando Agostino Scibinico) potrà assaggiare la birra, i vini, formaggi e salumi del posto per una immersione nelle qualità enogastronomiche locali. |
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Cartografia |
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Scheda tecnica |





